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10 | 09 | 2010
 
 
 
 
 
 
 

Venerdì 24 ottobre, ore 17.00, RAI 3 – Programma Geo & Geo "Briganti, eroi o malfattori?"

 
Censiamoci
Il mio nome è Rullo Emanuela. Io sono. E Io sono meridionale. Il Sud è la mia Terra. Io sono emigrante. Dove emigrante vuol dire che non per mia scelta ma per motivi estranei alla mia volontà ho stabilito la mia dimora in un luogo che non è la mia Terra. Il luogo che ogni giorno scruto dal finestrino di un treno non è la mia Terra. I suoi paesaggi io non li riconosco, i suoi volti non sono a me familiari. E non mi interessa affatto paragonarlo e scoprirne le bellezze e le opportunità che la mia Terra non mi offriva: questo luogo non è e non sarà mai la mia casa. Questa è la mia scelta. Io ho scelto di vivere da emigrante ma con la mia Terra nel cuore. Di non dimenticare e di lottare. La mia casa è Avellino la mia Terra è il Mezzogiorno d'Italia. E a quanti diranno che sono soltanto illusa Io ho una sola risposta: perdonatemi ma Io amo la mia Terra e il mio popolo come si amano i propri figli e ho bisogno di credere che entrambi abbiano ancora un futuro. Il colibrì di Rullo Emanuela.

Lascia qui la testimonianza della tua emigrazione, raccontaci la tua storia e le tue impessioni sul tema dell'emigrazione dal Sud d'Italia
 

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Commenti (29)
Viciconte Enrico
9 Martedì 10 Giugno 2008 17:25
???
Cara Emanuela ,grazie per questo bel sito.Sono a tua disposizione per condurre assieme la sacrosanta battaglia per la riscossa del nostro SUD.
Antoniodecurtis
8 Martedì 10 Giugno 2008 17:24
???
Cari amici, capisco il vostro dolore. Capisco cosa vuol dire, come detto da qualcuno di voi, affacciarsi alla finestra la mattina e... vedere una città che non si sente propria. Capisco tutto. Però una cosa voglio dirvi: Forse pensate che questa sia la cosa più brutta mentre io, che abito a Napoli, ve ne devo dire una di ancora più brutta; Noi al sud sembra che ce la mettiamo tutta per non cambiare le cose, sembra che ce la mettiamo tutta affinchè i nostri giovani continuino ad emigrare. Ce la mettiamo tutta affinchè chi ha voglia di lottare si divida e non si unisca. E voi? ed i vostri figli? Bè, voi continuerete, in questo modo, a restare dove siete e noi continueremo a lottare.... inutilmente. Scusatemi un saluto particolare: Ciao Penna Bianca. Non voglio sapere cosa pensi, sappi comunque che ti sono sempre amico e quello promesso 1 anno fa, è successo. Io ho sempre avuto una sola parola e la rispetto anche se può passare del tempo. Salutami i tuoi figli. Un bacio a tutti.
Michele Bizzoca
7 Martedì 10 Giugno 2008 17:23
???
Vivo a Roma e non mi dispiace... non mi dispiace perchè ho scelto di viaggiare, di uscire dalla quotidianità in cui sono cresciuto per provare sulla mia pelle nuove esperienze. Spesso queste sono davvero dure altre volte esaltanti... sempre pero' hanno il potere di cambiarmi, di farmi sentire diverso. Una sera piovosa di molti anni fa mia nonna mi disse che un uomo per vivere davvero non puo' nascere crescere lavorare vivere e morire nello stesso posto. Un uomo ha bisogno di affrontare altre realtà da straniero, di schiantarsi contro la vita e divertirsi a vedere se si riesce a restar vivi... l'unica cosa che conta è ricordarsi sempre chi si è e da dove si viene. Ricordarsi la strada percorsa durante la vita per poter un giorno tornare a casa... per morire nella serenità delle proprie radici impregnate di vividi ricordi, odori, sapori, suoni d'infanzia.
ese cai...
6 Martedì 10 Giugno 2008 17:23
???
forse io sono ancora piccola, forse io vedo la mia casa in modo diverso, forse è appunto la generazione in cui sono cresciuta che mi spinge a volerlo...fatto sta che io no vedo l'ora di andare via. son stata un anno fuori da casa:ho vinto una borsa di studio e ho vissuto nel sud della spagna. il primo giorno che sono arrivata in quella terra sconosciuta, ho pensato subito "ma chi m'a fatto fà...". a dicembre quando sono tornata ad avellino per Natale ho pensato "quando me ne vado?". in spagna certo, vivevo da sola, mi gestivo da sola, ero lontana dal controllo di mamma e papà; se uscivo e rientravo tardi non dovevo dar conto a nessuno, la mattina se mi alzavo per ora di pranzo nessuno mi urlava "questa casa non è un albergo...". ma non è tutto ciò che mi faceva (e fa) desiderare di andare via da casa. il ritmo della vita tra lì e qui è totalmente diverso. i miei genitori non mi impediscono di far nulla, ovviamente nei limiti consentiti! e quali sono questi limiti? i limiti che un padre( attenzione genitore uomo) impone all'unica figlia femmina. eh sì, perchè purtroppo posso affermare che c'è discriminazione tra me e mio fratello. e mio padre non è un ottuso legato a sistemi di vita patriarcali, capofamiglia assoluto e indiscusso. ma non è nemmeno questo che mi spinge a voler andar via da casa. la nostalgia quando sono stata fuori è stata forte, la voglia di tornare c'era, c'è e ci sarà sempre ne sono sicura. ma come posso vedermi realizzata nella mia città? io non vedo strade. sottolineo ,però, che non cercherò una strada al nord. ma se poi proprio a torino riesco a trovare quello che voglio e da lì dare vita a qualcosa di importante per il mio futuro?
Luisa
5 Martedì 10 Giugno 2008 17:21
???
Ciao a tutti, mi chiamo Luisa ed ho il cuore ed il sangue indelebilmente Irpini. Mio nonno materno emigrò a Torino per lavoro e lì si trasferì con la sua famiglia; mio padre emigrò a Torino 12 anni dopo e lì conobbe mia madre ma fece di tutto per ritornare alle origini… ed ecco che io sono nata e cresciuta ad Avellino. Ad Avellino ho incontrato l’uomo della mia vita, con lui sono partita per cercare lavoro, a Milano abbiamo trovato lavoro e a Milano abbiamo iniziato a progettare la nostra vita insieme… Milano ci ha dato la possibilità di pensare ad una famiglia, ci ha dato ciò che ad Avellino cercavamo (UN LAVORO) ma che, purtroppo, non abbiamo trovato. Milano è stato l’inizio e per questo non la dimenticherò mai, ma è anche vero che alla fine il desiderio di avvicinarci è prevalso ed eccoci a Roma. Per me essere a Roma è quasi un sogno perché Milano era troppo lontana… i miei amici, i miei affetti erano troppo lontani e la nostalgia è stata tanta. Si apprezza quel sapore di casa solo quando ci si allontana…. Quell’odore di casa diventa intenso… ricordo l’arrivo a casa e il grande respiro che facevo… incredibile….mi sembrava di percepire l’aria, avvertivo tanto ossigeno intorno a me, respiravo e continuavo a inspirare per far penetrare quanta più aria possibile nei miei polmoni, quell’aria di casa che non avevo mai avvertito all’improvviso diventava percettibile…. I miei polmoni si aprivano. Le voci mi appartenevano… Al mio arrivo da Milano pensavo “ questi suoni, queste voci, queste parole…mi appartengono, sono in me e vivranno per sempre in me, come posso pensare di cancellarle? Posso riporle in un angolino ma resteranno sempre lì indelebili…” Sono delle sensazioni che non tutti possono comprendere visto che anche chi è meridionale spesso riesce, magicamente, ad accantonare tutto senza far più ritorno… Da quando mi sono avvicinata tutte le mie sensazioni si sono attenuate, sembra che il senso di appartenenza ad un mondo sia direttamente proporzionale alla distanza chilometrica del luogo in cui si emigra. Il problema non è nei Settentrionali perché “TUTTO IL MONDO è PAESE” bensì nella rinuncia a lottare, ad agire per permettere a tutti di restare nel luogo che si ama… tutti hanno il diritto di poter continuare la propria esistenza dove più si desidera…Essere privati di questa possibilità è una sorta di minaccia all’esistenza di un individuo che deve rinunciare a tutto, ricominciare da zero ed adeguarsi con molto sforzo a ciò che non gli appartiene.
Giuseppe De Gennaro
4 Martedì 10 Giugno 2008 17:21
???
Che t'aggia dì? Sò quarant'anni ca stò a Milano. Tengo figli milanesi e sò neoborbonico. Pur'io combatto p''a terra mia. Nun me scordo maje 'e Volturara, Atripalda pure si l'aggio visto pe poco tiempo. Cara moscerino, sono contento di trovare una conterranea che lotta assieme a noi per la nostra terra e per le nostre tradizioni che l'europa (leggi anglosassoni) cerca di stravolgere per renderci tutti uguali e prevalere, come sempre. Vai avanti senza scoraggiarti. Pino http://www.neoborbonico.org
Brigantino
3 Martedì 10 Giugno 2008 17:20
???
bravissima, Emanuela. La gente del Sud ha bisogno di essere ben rappresentata.
Salvatore
2 Martedì 10 Giugno 2008 17:19
???
Ciao Emanuela. Oggi finalmente ho il computer che è tornato a funzionare (spero) e in attesa di tornare al lavoro, ti mando queste mie considerazioni, premettendo che ho inserito (finalmente!) off-line il tuo banner ed il link ad esso collegato su "Aversa, le nostre radici" e stasera spero di mettere tutto in rete. Ovviamente ti avviserò. Le tue parole nella home-page mi hanno lasciato l'amaro in bocca, perché pensando così uno di noi non si adatta mai alla nuova terra in cui gli è toccato emigrare. Io non mi sono adattato, e sfogo la mia nostalgia col Sito, ma non ti nascondo che quando torno nella mia terra, che col Sito e col pensiero mitizzo... sono uno straniero in Patria, uno "che ha fatto la cosa giusta..." (dicono), uno che cammina nella SUA città come uno stonato ricordando cose, persone e luoghi che ormai esistono solo nella sua memoria. Uno che si incazza quando si sente dire "che è stato furbo", che "ha fatto la scelta giusta" perché "ccà nun se pò campà, à fatica nun ce stà, ci arrangiamo come possiamo, ma tu no, 'copp fai ò signore..." e giù lamentele sui soldi che non ci sono, sul lavoro che non c'è, sul Governo che non fa niente per loro... e ti senti fottere! Ma come, mio nipote piange miseria, è in cassa integrazione (e guadagna più di me), ha il televisore al plasma, va e viene dalle pizzerie... e si lamenta! Nun ce a ffà à campa? A' fatica nun ce stà, ò guverno nun fa niente pe nuje.... e mi arrabbio ancora di più. A 9 (dico NOVE) compaesani ho trovato lavoro quà al nord dopo loro strazianti telefonate anche nel cuore della notte perché non ce la facevano a campare, e uno volta trovato loro un lavoro rompendo le scatole a tutti gli interessati, mi sento rispondere: ma aggia fà è nuttate? Oppure: ma llochhe ò sole comm'è, comme addò nuje? E aggia lascià gli amici, è partitelle ò bar cu loro? E NESSUNO, dico NESSUNO è venuto su, pur avendo trovato un lavoro, e sono ancora là a piangere contro il governo, contro il nord che nun è ppò verè, contro à furtuna che nun arriva. Alla fine, adesso quando mi arriva un sos rispondo che pure ccà à musica è cagniata, nun è pozz cchiù aiutà. E all'Anonima Napoletana vorrei citarle anche che "Napule è mille culore, Napoli è mille canzoni, Napule è nà carta sporca e nisciuno se ne 'mporta..."
Anonimo
1 Martedì 10 Giugno 2008 17:18
???
Come già indicato vengo da Napoli,ma occorre precisare subito ke PURTROPPO sono nata a Genova (dove ho vissuto solo 1anno) e vivo a Brescia.Direte allora perchè dico che sono di Napoli:perché lo sono. Solo citando qualche motivo: La mia famiglia lo é, ho vissuto sempre lì,lì ho i migliori ricordi,lì spero di ritornare e non solo:parlo il dialetto napoletano e non certo bresciano o genovese,é Napoli che sogno,é la città di cui parlo sempre e a tutti, canto canzoni,guardo film, leggo poesie di Napoli, sono stampate nella mia mente, amo gli attori e la gente del mio paese, é Napoli che rispondo a chi mi chiede di dove sono,Napoli è la città in cui fuggo appena posso (feste, vacanze...). è Napoli che mi spezza il cuore quando sento problemi che la riguadano o pareri diversi dai miei ed è il Vesuvio che mi fa brillare gli occhi. é LA MIA TERRA. è inspiegabile l'affetto per una città, citando il Grande Totò: "Napule..ka kiù a guardamme e kiù a vulimm ben... Napule te porte dindo o'core,k'aggia fà?..."ki é nata a Napulé ce vo murì"
 
 
 
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