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06 | 02 | 2012
 
 
 
 
 
 
 
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Chi siamo
La nostra missione

Io sono e Io sono meridionale, e in quanto tale sono cosciente di appartenere ad una zona arretrata di un paese sviluppato. Se questo Io posso accettarlo ciò che non posso accettare è che il mio Paese si limiti a riconoscere in sporadiche occasioni l'esistenza di siffatto stato di arretramento e abbandono, e che l'attuale situazione sia presentata come un qualcosa di intrinseco "al corso delle cose" e non come il frutto di decisioni sbagliate o miopi.

E' ormai tangibile nel Mezzogiorno l'assuefazione all'ingiustizia sociale, alla disuguaglianza, allo sfruttamento dell'indigenza, alla illegalit&agrave. Siamo i nuovi poveri, siamo disoccupati, veniamo derubati delle nostre risorse, del nostro capitale umano, delle nostre potenzialità e possibilità di sviluppo.

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La cultura del colibrì

Il colibrì è il più piccolo uccello esistente al mondo, la sua dimensione va dai 6 ai 22 cm, ha dunque grosso modo le dimensioni di un calabrone. Per caso mi è capitata un giorno tra le mani una storia giapponese che racconta di come un giorno in una rigogliosa foresta scoppiò un terribile incendio. Mentre tutti gli animali fuggivano un colibrì, con il suo piccolo becco, continuava a fare la spola tra il fiume e l'incendio, gettando ogni volta poche gocce d'acqua sul fuoco.

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Perchè nasce Io colibrì

Il mio nome è Rullo Emanuela. Sono nata ad Avellino il 10 ottobre del 1977 e sono un emigrante.Ad oggi più della metà dei miei parenti sono emigranti.

La quasi totalità dei miei amici e conoscenti e compaesani è emigrante.

Il Sud è la mia Terra, Avellino è la mia casa.

Questo sito è dedicato a quanti il cui sguardo non è volto a lontani e promettenti nuovi orizzonti, ma incredulo continua a fissare quella vita che ha dovuto lasciare, a quanti sono andati troppo lontano e per troppo tempo e casa è meglio che se la dimenticano perchè non c'è più nessuno, a quanti hanno preso troppi calci, e a quanti hanno detto No, No alla dimenticanza, No alla rassegnazione, No all'indolenza dinanzi al progressivo ed apparentemente inesorabile declino della propria Terra, e soprattutto a quanti sono determinati, ostinatamente determinati a cambiare lo stato delle cose, perchè le cose possono essere cambiate.

Estratti dal libro "Il colibrì"

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