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Il Mezzogiorno e la (Mala) Scienza |
Sergio Beraldo* - 12 Maggio 2010
In un articolo pubblicato di recente dalla rivista Intelligence, edita dalla Elsevier, il Professor Richard Lynn, emerito allaUniversity of Ulster, ha sostenuto che il divario nei redditi pro-capite tra nord e sud Italia sarebbe da ricondurre a sostanziali differenze nei quozienti di intelligenza (QI).
I dati pubblicati dal Professor Lynn mostrano in effetti l’esistenza di una elevatissima correlazione (0.937) tra una proxy dei QI calcolata a partire dall’indagine PISA dell’OCSE[1] - che rileva le competenze acquisite dagli studenti in prossimità della conclusione dei cicli di studio obbligatori - ed i redditi regionali pro-capite[2]. In pratica, nelle regioni italiane in cui il punteggio raggiunto dagli studenti, nei test approntati dall’OCSE, è più basso, si osserva anche un più basso livello di reddito pro-capite. Le differenze nei quozienti di intelligenza (presenti, stando allo studio in esame, già a partire dal 1400) sarebbero in grado di spiegare circa l’88% della variabilità regionale nei redditi pro-capite, e sarebbero da ricondurre a sostanziali differenze genetiche.
L’introduzione, nel Mezzogiorno, di materiale genetico proveniente dalle popolazioni del Medio Oriente e del Nord Africa, avrebbe inciso negativamente sul QI delle popolazioni meridionali, mediamente compreso nell’intervallo 89-92 ed intermedio tra quello del Nord-Italia/ Europa centrale (pari a 100), e quello del Medio Oriente / Nord Africa (80-84).
E’ singolare notare che l’argomento utilizzato dal Professor Lynn per sostenere quest’ultima tesi, ha le tipiche caratteristiche di circolarità dei ragionamenti non solidamente fondati: poiché vi è evidenza di similarità genetiche tra alcune popolazioni mediterranee i cui membri mostrano una capacità simile nei test volti a misurare il QI, deve essere il caso che il QI degli appartenenti a tali popolazioni sia interamente determinato dal proprio patrimonio genetico!
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Espresso di giovedì 13 maggio 2010, pagina 62
Sud. Dove sono finiti i 50 miliardi di euro destinati al Mezzogiorno - Scippo al Sud
di Di Nicola Primo
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La scomparsa dei fatti (Marco Travaglio) |
C’è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi (…)
C’è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando (…)
C’è chi nasconde i fatti perché si sente embedded, fa il tifo per un partito o una coalizione, non vuole disturbare il manovratore (…)
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove si incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, principi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno (…)
C’è chi nasconde i fatti perché l’editore preferisce così.
C’è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione.
C’è chi nasconde i fatti perché fra poco ci sono le elezioni.
C’è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male (…)
C’è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione (…)
C’è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta (…)
C’è chi nasconde i fatti perché così poi qualcuno lo ringrazia.
C’è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi (…)
C’è chi nasconde i fatti perché se no poi non lo candida più nessuno.
C’è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari ci scappa una consulenza col governo o con la Rai, o con la Regione o con il Comune o con la Provincia o con la Camera di Commercio o con l’Unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l’angolo (…)
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto.
C’è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, “c’è gente che pagherebbe per vendersi”*”
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Scuola, al Sud i conti non tornano in dieci anni persi 240 mila studenti |
di SALVO INTRAVAIA Scuole più affollate al Nord e banchi sempre più vuoti al Sud. Mancano tre settimane al suono della prima campanella e i numeri sull'anno scolastico 2006/2007 sono praticamente definitivi. Qualche piccolo ritocco è sempre possibile ma gli organici sono ormai fatti, tanto che gli uffici periferici del ministero della Pubblica Istruzione (Centri servizi amministrativi - gli ex provveditorati agli studi - e Uffici scolastici regionali) in questi giorni stanno completando la nomina dei 20 mila nuovi assunti e dei supplenti.
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Perchè dobbiamo acquistare i prodotti del sud di A. Iannantuono |
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PERCHE' DOBBIAMO ACQUISTARE I PRODOTTI DEL SUD
Si è scritto molto sulla cosiddetta "Questione Meridionale", libri, trattati, saggi, tesi, Leggi, normative e regolamenti ma infine si è fatto poco o niente. Molti autorevoli esponenti del mondo politico ed economico hanno cercato di dare diverse spiegazioni del fenomeno di impoverimento progressivo del Sud ma non hanno mai applicato l'equazione risolutiva del problema e questo sicuramente solo per opportunismo più che per incapacità professionale. Infatti il "problema Sud" non è mai stato risolto perché ciò sarebbe stato contrario, come lo è tuttora, agli interessi di una certa parte della nazione quindi tutti i governi che si sono succeduti, dall'unificazione dell'Italia ad oggi, ligi ed ubbidienti ai veri padroni della vaporiera, hanno attinto con imperterrita spudoratezza alle ricchezze del Sud, procedendo ad un depauperamento territoriale e sociale mai avvenuto in tutto il resto del mondo.
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