| La scomparsa dei fatti (Marco Travaglio) |
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C’è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi (…) C’è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando (…) C’è chi nasconde i fatti perché si sente embedded, fa il tifo per un partito o una coalizione, non vuole disturbare il manovratore (…) C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove si incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, principi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno (…) C’è chi nasconde i fatti perché l’editore preferisce così. C’è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione. C’è chi nasconde i fatti perché fra poco ci sono le elezioni. C’è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male (…) C’è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione (…) C’è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta (…) C’è chi nasconde i fatti perché così poi qualcuno lo ringrazia. C’è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi (…) C’è chi nasconde i fatti perché se no poi non lo candida più nessuno. C’è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari ci scappa una consulenza col governo o con la Rai, o con la Regione o con il Comune o con la Provincia o con la Camera di Commercio o con l’Unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l’angolo (…) C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto. C’è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, “c’è gente che pagherebbe per vendersi”*”
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