Home La mia denuncia Occhi di emigrante di Rullo Emanuela
 
09 | 09 | 2010
 
 
 
 
 
 
 

Venerdì 24 ottobre, ore 17.00, RAI 3 – Programma Geo & Geo "Briganti, eroi o malfattori?"

 
Occhi di emigrante di Rullo Emanuela
Roma – Avellino, 300 Km di asfalto che si dipanano tra camion, capannoni e pullmann.  Strada verso casa, a ritrovare l’abbraccio della famiglia, a ritrovare la Terra, le mie montagne, a sentirmi di nuovo a casa, finchè è possibile, finchè non sarà passato troppo tempo e non saranno svaniti i ricordi senza che ad essi se ne siano aggiunti di nuovi, finchè casa non sarà più casa, e la strada del ritorno sarà dimenticata e con essa la lotta quotidiana di un popolo ormai rinnegato.
Ma oggi è ancora casa, oggi fa ancora male.
Eccola la dolce irpinia, verde, possente, maestosa, eccola la mia Terra madre, stuprata, beffata, umiliata. Occhi di emigrante. Occhi di chi è assente, lontano, ove la distanza è incarnata nel tempo e riempie lo spazio tra te e il tuo mondo, di chi vive a mezza strada una esistenza incompleta, privato del calore del proprio sistema sociale, incapace di accettare una sorte che eppur si presenta tanto amara quanto inevitabile.
Occhi testardi, di chi ama questa Terra ingrata eppur non dimentica i morti ammazzati, i morti per errore, gli occhi fulgidi di Annalisa, di chi aveva diritto di vivere, di sognare una vita normale, in una città normale, di credere in un popolo straordinario.
Il Sud, il mio Sud sta morendo. E non è il perpetrare di uno stato di arretratezza economica, non è il gozzovigliare di malavita organizzata, nè la perdurante assenza dello Stato e dei suoi rappresentanti a svilire e progressivamente uccidere la mia Terra: ciò che davvero va uccidendo il Mezzogiorno è la morte della speranza, è la rassegnazione, è l’assuefazione allo stato attuale delle cose, è il suo popolo che si arrende e, progressivamente, muore.
Il deflusso continuo, costante, silenzioso, invisibile che ogni giorno produce un nuovo emigrato, il figlio di qualcuno, l’amico di qualcun altro, che ogni anno svuota una intera città, svilisce questa Terra, privandola non solo della sua forza lavoro, del suo capitale umano, ma privandola della sua forza vitale, della volontà di reagire, e alimentando una progressiva distruzione della sua identità.
Io sono meridionale, e in quanto tale sono cosciente di appartenere ad una zona arretrata di un paese sviluppato. Se questo Io posso accettarlo ciò che non posso accettare è che il mio Paese si limiti a riconoscere in sporadiche occasioni l’esistenza di siffatto stato di arretramento e abbandono, e che l’attuale situazione sia presentata come un qualcosa di intrinseco “al corso delle cose” e non come il frutto di decisioni sbagliate o miopi.
E’ ormai tangibile nel Mezzogiorno l’assuefazione all’ingiustizia sociale, alla disuguaglianza, allo sfruttamento dell’indigenza, alla illegalità. Siamo i nuovi poveri, siamo disoccupati, veniamo derubati delle nostre risorse, del nostro capitale umano, delle nostre potenzialità e possibilità di sviluppo. Povertà, disoccupazione ed esclusione sociale sono tre facce di un unico fenomeno: l'ineguaglianza nell’accesso alle opportunità. E' il difetto di partecipazione che accomuna, alla radice, i diversi squilibri. Un difetto che non è frutto del caso, ma connesso al modo di essere e al funzionamento dei modelli di sviluppo correnti.
Il modello di sviluppo italiano è più di ogni altro lontano da un modello di sviluppo socialmente sostenibile.
Se il conflitto tra Nord e Sud del pianeta esprime l’egoismo di una generazione ricca che non vuol condividere la sua opulenza, il conflitto tra Nord e Centro-Sud d’Italia esprime la stupidità e la cecità di un popolo che non valorizza le proprie risorse perché sebbene geograficamente unito esso è ancora fortemente frammentato al suo interno tanto da non riconoscersi come appartenete ad un unico sistema chiamato a perseguire il medesimo fine e a condividere la medesima sorte. Ed ecco allora che questo paese trova opportuno discutere della Questione Settentrionale, della sua locomotiva dello sviluppo censurando nell’oblio il capitale umano che riempie e guida quella stessa locomotiva, ignorando il treno sociale del Sud, e asservendo lo sviluppo economico dell’intero “Sistema Paese” all’interesso meschino dei singoli.
La mancata partecipazione del Mezzogiorno allo sviluppo del sistema Italia deve essere vista non solo come la violazione di un diritto e un difetto dei processi democratici, ma anche come mancata utilizzazione di grandi potenzialità per lo sviluppo. La nostra povertà, che si rende visibile attraverso le persone che ne soffrono, è in realtà un limite complessivo per lo sviluppo di tutti.
Ebbene laddove ad oggi questo paese non manifesta alcuna seria volontà di intraprendere una strategia di sviluppo che adottando opportuni strumenti di redistribuzione della ricchezza, di controllo delle iniziative economiche, di revisione dei criteri di sovvenzione alle varie attività produttive, sia validamente orientata al superamento dello stato di sottosviluppo del Mezzogiorno, e laddove la principale soluzione propinata per il rilancio dell’economia del paese è il rilancio del nord dello stesso sì da trainare anche il fanalino di coda di questa Italia alla deriva, è quanto mai vitale lo sviluppo di una coscienza meridionale, attraverso gli esponenti della cultura e della politica ma anche e soprattutto attraverso l’acquisizione da parte di ognuno di noi della consapevolezza di essere parte di un popolo, attraverso la denuncia, il dibattito, la condivisione delle proprie esperienze, della propria rabbia e del proprio rimpianto e l’emergere di una voce collettiva che dica <<ecco IO SONO MERIDIONALE ovvero APPARTENENTE ad un POPOLO e ad una TERRA nella quale MI RICONOSCO e per la quale COMBATTO>>. A noi meridionali non manca il capitale umano per lo sviluppo del Sud, e non mancano le opportunità, e non manca il coraggio. Il riscatto della nostra Terra non può e non deve considerarsi soltanto un sogno o un’utopia e non può essere affidato ad altri che al suo popolo perché i problemi di una Terra possono essere affrontati solo se il suo popolo fa sentire la propria voce e trova il coraggio di agire.
Perché nessuno mai più possa far propria l’arroganza e il disprezzo e dire senza vergogna dinanzi al mondo “noi non siamo Napoli”, e perché nessuno mai più possa far proprio lo sconforto e la sfiducia e dire col cuore stretto in una morsa di lacrime e rabbia al proprio sangue “va e non ti permettere di tornare. Questa Terra è morta. Qui non cambierà mai nulla!”, ebbene Io sono Napoli e non me ne vergogno, e questa Terra non è morta e le cose non cambieranno mai soltanto se noi ci lasciamo convincere che nulla potrà mai cambiare!
Credete nel riscatto di questa Terra e credete nel Vostri popolo.


 

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Commenti (8)
mario la barbera
8 Sabato 17 Ottobre 2009 22:21
???
annuncio l'avvenuta ricostruzione del quartiere belvedere, compresa la chiesa, dopo anni di sacrifici e lacrime... i problemi non mancano ma almeno abbiamo un tetto. non abbiamo baracche dal 1985---la nostra patrona è santa lucia e vi benedica.... sono un laico..
mario
7 Sabato 17 Ottobre 2009 22:11
???
ancora aspettiamo le scuse del sud che ha contribuito alle sofferenze del belice. mi chiedo dove eravate e ancora dove siete.rendeteci giustizia....
M.Costa
6 Lunedì 18 Maggio 2009 01:06
???
Italia, eres cuna de la sensibilidad, del Arte, las letras. Cuna de la
vida misma. La sangre Italiana viaja diseminada por todo el planeta.
Fueron nuestros antepasados protagonistas de ese proceso y lo que ha
significado para todos nosotros en el tiempo, con sus consecuencias.
El mundo avanza y se abre, es inteligente un criterio globalizado, de
acuerdos y conciliador. No se puede negar los procesos migratorios que
ocurren y se dan en todas las culturas y todos los tiempos.
Da pena que una parte de Italia no lo entienda de ese modo, y se oponga
a recibir y aceptar en buena forma la diversidad racial, etnico-cultural.
No nos olvidemos que Italia misma, es un abanico de pueblos que formaron
una variada comunidad.
Italia, ¡ no te congeles por favor ¡
Camina de acuerdo a los nuevos tiempos.
Demuestra tu grandeza.
M.Greco
5 Sabato 28 Marzo 2009 13:03
???
Orgullosa de ser Italo-americana

Italia: ¿regresas a mi?

¿o yo te busco a ti?

Responde

Grazie
C. ROMANO
4 Domenica 08 Febbraio 2009 19:34
???
TODOS JUNTOS POR UNA SOLA ITALIA. ITALIA PARA TODOS.
ITALIA UNIDA. ITALIA PARA EL MUNDO.
ITALIA PER TUTTI. OGGI, DOMANI E PER SEMPRE.
ORGOGLIOSI DI ESSERE ITALO MERIDIONALI DI SUDAMERICA.
G. Iacobelli
3 Domenica 18 Gennaio 2009 14:02
???
ITALIA LLAMA A LA ITALIA

Nuestros antepasados llegaron desde Italia a América
soñandola.
Nosotros crecimos en América, soñando Italia.
Aspiramos la cultura de ellos, vibrando con todo lo que
nos traspasaron directa e indirectamente: historias,
valores, el amor a la familia, comidas típicas...y en
la mesa todos hablan, todos gesticulan y gritan. Algo
muy raro para los demás.
Crecimos sintiendonos Italianos en un país distinto,
lejos de la Italia. Vivimos entre dos mundos, el de la
casa, y el del colegio, después, el del trabajo. El mundo
Italiano de la familia, y el mundo adquirido, el del país
de adopción.
Somos Italianos del mundo, cosmopolitas. Nacimos fuera de
Italia, pero con Italia en el corazón. Pensamos, sentimos
y actuamos como solo lo hace un Italiano, aunque no nos
entiendan facilmente a veces el resto del mundo.
Italianos en el mundo, somos un valioso aporte y recurso
para Italia, en un mundo moderno, globalizado, actualizado.
Italianos de la peninsula, Italianos del mundo, todos
juntos y unidos, en la misma direcciónn, a pesar de las
diferencias, sin divisiones, para construir una Italia
grande, justa, fuerte, UNIVERSAL.

¡¡¡ QUE SOLO NOS UNA EL PASADO COMÚN Y EL AMOR A ITALIA ¡¡¡

Une abbraccio
Une Italo-Americano di terra lontana
GIGI
Anna Mancuso
2 Domenica 30 Novembre 2008 16:09
???
Nostra Terra si porta en el cuore.
Per sempre.
Bravo, bravissimo.
Viva tutto il Sud di Italia.
Avanti, avanti.
Salutti per tutti
Ritornarei
Amore per tutti
Une abraccio
Anna
veronica
1 Lunedì 11 Agosto 2008 21:00
???
Bellissima, toccante, profonda e vera come chi l'ha scritta. Se le persone che leggeranno queste parole sono cariche e consapevoli come te, allora le cose presto cambieranno presto. Te lo auguro veramente.
vero
 
 
 
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