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Il Colibrì - cronistoria di ordinaria emigrazione meridionale
Cosa significa essere emigrante e non poter affondare più le mani nella terra delle proprie radici?
Questo libro è la testimonianza di un'esperienza, che si somma ad altre esperienze simili, e che, nel farsi storia, vuole ribellarsi all'anonimato e alla rimozione collettiva.
Il Sud, popolato da memorie familiari e ataviche, che diventa mito attraverso l'abbandono e il ricordo, è chiamato all'azione. Con un gesto semplice, come trasportare nel becco una goccia che è quasi un cristallo, nel suo senso doppio: un granello invisibile allo sguardo di qualcuno, una gemma incantata e preziosissima per altri.
Il libro che oggi qui aprite per la prima volta è stato scritto per amore di una Terra e dei suoi uomini.Il libro che oggi qui aprite per la prima volta è stato scritto per la necessità di dire delle cose vere, di esprimere dei sentimenti veri di uomini veri, di una Terra forte e viva, e per questo vi si racchiudono insieme molte cose, molte storie, e molte verità.
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Abstract: quella valigia di emigrante |
... Adoravo quel vecchio baule impolverato, abbandonato in un angolo della soffitta, - è mio - andavo ripentendo ad ogni minaccia di eliminazione.
Grande, alto più di un metro, fatto di legno ma rivestito di latta, con piccoli decori a forma di fiore e di rombo sulla sommità arrotondata. Tre chiusure, di cui una dotata di serratura, vecchi manici in cuoio per ciascun lato, rotelle per facilitarne lo spostamento.
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