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Vecchio 29-01-2008, 17:16   #1
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Emanuela Rullo. Presentazione libro.

Dal sito di Insorgenza.Io voglio credere che Tutto cominciò cosìPer amore di una Terra e dei suoi uomini, per la necessità di dire delle cose vere, diesprimere dei sentimenti veri di uomini veri, di una Terra forte e viva, nasce latestimonianza chiara e sincera di una esperienza di vita, un libro di storia accaduta, unlibro di denuncia di un fenomeno, l'emigrazione giovanile meridionale, di cui nessunoparla, come fosse nel corso normale delle cose, e che invece è ormai una valvola di sfogofuori controllo che svilisce questa Terra e incatena il futuro del suo popolo. Questo è Ilcolibrì, “Un libro che … pur chiamandosi col nome delicato di “Il colibrì”, nasconde laforza del falco, la dignità dell’aquila, la rabbia di un popolo (Nando Dicè)”, un’operaeletta a contenitore di un messaggio di rabbia e di rimpianto, ma anche di amore e disperanza, un’opera per dare corpo e forma al mio sogno e alla mia condanna.Il mio nome è Rullo Emanuela sono nata ad Avellino nel 1977 e sonoun’emigrante, dove emigrante vuol dire che non per mia scelta, ma permotivi estranei alla mia volontà ho stabilito la mia dimora in un luogoche non è la mia Terra e che non è e non sarà mai la mia casa.Secondo lo Svimez “il Nord calamita i neo laureati del Sud”, ogni anno oltre 100 milagiovani emigrano verso l’Alta terra di lavoro, e oggi si tratta sempre più spesso dipersonale qualificato, ogni anno oltre 100 mila dei nostri giovani abbandonano il propriosistema sociale per diventare qualcuno nella “folla solitaria” (D. Riesman).E le drammatiche conseguenze di questo flusso migratorio incessante e soprattuttoinesorabilmente invisibile sono da individuarsi massimamente nella progressivadistruzione della identità del nostro popolo che esautorato della sua forza, incagliato neiluoghi comuni, svilito dalla illegalità, sempre più assuefatto all’ingiustizia sociale, alladisuguaglianza, allo sfruttamento dell’indigenza ha ormai smesso di indignarsi, ha smessodi urlare, ha smesso di lottare, di riconoscersi e di credere in se stesso.E se tutto dipendesse da noi, se fossero le masse nell’oblio della storia a scrivere il futurodi una Terra. E se la storia, quella vera, non quella che siamo a abituati a leggere sui libri,non fosse fatta di pochi grandi uomini ma di invisibili silenziosi movimenti delle masse,censurati nel vano tentativo di disperderne il potere nell’inconsapevolezza?A noi meridionali non manca il capitale umano per lo sviluppo del Sud, e non mancano leopportunità, e non manca il coraggio. Il riscatto della nostra Terra non può e non deveconsiderarsi soltanto un sogno o un’utopia: perché nessuno mai più possa far proprial’arroganza e il disprezzo e dire senza vergogna dinanzi al mondo: “noi non siamoNapoli”, e perché nessuno mai più possa far proprio lo sconforto e la sfiducia e dire colcuore stretto in una morsa di lacrime e rabbia al proprio sangue “va e non ti permettere ditornare. Questa Terra è morta. Qui non cambierà mai nulla!”.Ebbene Io sono Napoli e non me ne vergogno, e questa Terra non è morta e le cose noncambieranno mai soltanto se noi ci lasciamo convincere che nulla potrà mai cambiare!Dobbiamo credere in noi stessi e indignarci e vergognarci di appartenere ad un paese, l’“Italia” che non fa che preoccuparsi sempre più del suo Nord, della sua locomotiva dellosviluppo censurando nell’oblio il capitale umano che riempie e guida quella stessalocomotiva, ignorando il treno sociale del Sud, e asservendo lo sviluppo economicodell’intero “Sistema Paese” all’interesso meschino dei singoli.E oggi, in uno dei momenti più cupi per la nostra Terra, ove ormai ogni speranza sembraaver ceduto il passo alla rassegnazione, ove tutto sembra perduto e il destinoinesorabilmente segnato, a voi che stanchi e disillusi e nauseati volete ormai abbandonareogni causa chiedo di provare, provare solo ad immaginare che tutto cominciò così, non sisa bene in che luogo, non si sa bene chi o in quale preciso momento, un piccolo gruppopoi sempre più numeroso, che iniziò a contarsi, una nuova speranza, una nuova azione,una storia nuova, per la quale oggi io vi chiedo di lottare, lottare come se foste stupidi,perchè è solo dal suo popolo che potrà partire il riscatto di questa Terra, è solo da noi chepotrà muoversi l’ultima rivoluzione e prodursi il cambiamento necessario perché le cosecambino e cambino davvero.E allora ti aspetto sabato 9 febbraio alle ore 17.30 da Masà ad Avellino, per lapresentazione del mio libro, per incontrarci, conoscerci, cominciare a contarci e acrederci.Rullo Emanuela
Staiano non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 01-02-2008, 23:16   #2
Gaeta resiste ancora!
 

L'avatar di Princ.Citeriore
 
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http://www.ilmattino.it/mattino/view...&type=STANDARD


Con «Il colibrì» di Emanuela Rullo il lungo viaggio di chi cerca un lavoro

STEFANIA MAROTTI Pagine intense di emozioni, di vissuto, di speranze spesso deluse, di ricordi che leniscono la solitudine di chi lascia la verde Irpinia per cercare lavoro nelle grandi città italiane: «Il colibrì», di Emanuela Rullo, edito da “Traccediverse”, è il diario di viaggio dei tanti giovani che, terminati gli studi universitari, emigrano in cerca di occupazione. La stessa autrice, del resto, è una di loro: nata nel ’77 e laureata in Economia Aziendale, vive a Roma da cinque anni, dove collabora con “Nazione Metropolitana” e “La Voce di Megaride”. La sua storia è molto simile a quella di tanti coetanei, che vivono in località lontane dalla propria terra, spesso disprezzati per le loro origini meridionali, accasati in alloggi di periferia, molto distanti dai propri uffici: un’esistenza scandita da ritmi abitudinari, con la sveglia che suona presto la mattina e l’agognato letto per riposare la sera. Gli emigranti, anche giovani, come Emanuela Rullo, non vivono le attrattive delle metropoli italiane, ma trascorrono il loro tempo impegnati tra il lavoro e gli spostamenti dalle e verso le loro abitazioni. Il cuore, spesso, è spezzato, avendo lasciato in Irpinia i propri affetti familiari, i propri amici, il proprio vissuto. «Questo libro - spiega l’autrice - è stato scritto per la necessità di dire delle cose vere, di esprimere dei sentimenti veri di uomini veri, di una terra forte e viva. Per questo, vi si racchiudono insieme molte cose, molte storie e molte verità». Il racconto è corredato da poesie e da fotografie di luoghi e di persone, come a voler imprimere nella memoria l’identità dell’essere irpini, ovunque ci si trovi a vivere. Ma il libro vuole anche richiamare l’attenzione su un fenomeno in progressivo incremento, quale l’allontanamento delle giovani generazioni dai propri paesi, considerato una scelta naturale, per le scarse prospettive occupazionali che la nostra provincia offre. Un grido di dolore, dunque, ma anche un appello alla speranza, per ritrovare nelle comuni radici energia ed ansia di miglioramento. Il libro sarà presentato dall’autrice il prossimo 9 febbraio (ore 17,30), da “Masà”, in via Carmine Barone.
Princ.Citeriore non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02-02-2008, 17:43   #3
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Credo che siano delle parole bellissime.

La testimonianza di un’esperienza, che si somma ad altre esperienze simili e che, nel farsi storia, vuole ribellarsi all’anonimato e alla rimozione collettiva. Il Sud, popolato di memorie familiari e ataviche, è chiamato all’azione. Attraverso un gesto semplice, come quello del colibrì che trasporta nel becco una goccia d’acqua, invisibile allo sguardo di qualcuno, gemma preziosissima per altri. Quando un uomo si trova in estrema difficoltà, quello è il momento in cui cerca davvero se stesso. Ma cosa succede quando al posto di “un uomo” è un intero popolo ad essere in “estrema difficoltà”? Ecco cos’è “Il colibrì”. La risposta che il nostro popolo cerca per uscire dalle difficoltà ed è questa: non ci sono altre risposte se non trovare noi stessi [Nando Dicè]. www.iocolibri.it</p>
Staiano non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-02-2008, 16:58   #4
INSORGERE
 
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grazie! Ma era il libro che meritava!
nando- non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-02-2008, 17:31   #5
Gaeta resiste ancora!
 

L'avatar di Princ.Citeriore
 
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Cita:
Scritto in origine da nando- Guarda il messaggio
grazie! Ma era il libro che meritava!
Visto ho fatto bene a segnalartelo, ho fiuto !


Sarebbe bello organizzare la presentazione dle libro anke a Napoli. Alla nostra "Giovanna d'Arco" farebbe molto piacere!
Princ.Citeriore non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-02-2008, 17:41   #6
INSORGERE
 
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Stiamo già lavorando per questo. Credo che la faremo alla sede del Brigante.

Ma ci vuole ancora un poco di tempo.

Il libro è davvero emozionante, scritto davvero con il cuore, l'unico organo che non possono "mutare" culturalmente o geneticamente.
nando- non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-02-2008, 18:11   #7
Forza e onore
 

L'avatar di dechristen
 
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Dinnanzi alle tante aulicità che si riscontrano anche attorno al nostro mondo duosiciliano che sta diventando il mondo delle belle frasi e delle nobili intenzioni senza senso reale, questo libro di Emanuale è un momento dell'anima, del cuore e della vita vera.
Alcuni tratti del testo mi hanno colpito così tanto da far male.
Un grande bravo alla mia carissima conterranea Rullo Emanuale.
Forza e onore
fiore
dechristen non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-02-2008, 19:19   #8
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Messaggi: 1
innanzitutto grazie grazie grazie!!!
a tutti voi e un grazie in particolare a vincenzo, a salvatore, a nando e a fiore: grazie davvero!
è molto importante tutto questo per me e per la nostra Terra, ogni occasione ogni pretesto va colto per incontrarci e discutere e diffondere il messaggio nonchè diffondere tra il pubblico la conoscenza di questi "mondi" attivi che grazie a voi anche io vado pian piano scoprendo e che sono a molti purtroppo ancora sconosciuti.
vi aspetto tutti sabato 9 febbraio!

Perchè un futuro diverso per la nostra TERRA è ancora possibile MA DIPENDE DA NOI E DOBBIAMO AGIRE ADESSO!
il colibrì
www.iocolibri.it
colibrì non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-02-2008, 23:41   #9
Gaeta resiste ancora!
 

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Scritto in origine da colibrì Guarda il messaggio
innanzitutto grazie grazie grazie!!!
a tutti voi e un grazie in particolare a vincenzo, a salvatore, a nando e a fiore: grazie davvero!
è molto importante tutto questo per me e per la nostra Terra, ogni occasione ogni pretesto va colto per incontrarci e discutere e diffondere il messaggio nonchè diffondere tra il pubblico la conoscenza di questi "mondi" attivi che grazie a voi anche io vado pian piano scoprendo e che sono a molti purtroppo ancora sconosciuti.
vi aspetto tutti sabato 9 febbraio!

Perchè un futuro diverso per la nostra TERRA è ancora possibile MA DIPENDE DA NOI E DOBBIAMO AGIRE ADESSO!
il colibrì
www.iocolibri.it

Ciao Manu e benvenuta !
VD

Princ.Citeriore non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 05-02-2008, 00:18   #10
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L'avatar di brigante65
 
Iscritto dal: 19-11-2007
Messaggi: 66
Ciao Emanuela ....bello il sito e bellissima la presentazione del libro!

A Roma c'e' un gruppetto di duosiciliani che come te non si sono rassegnati...e che si stanno organizzando con Fiore, con Nando, con Antonio Ciano....e con tutti quelli che combatteranno con noi per la nostra amata terra duosiciliana.

Se ci vuoi contattare:

partitodelsud.roma@gmail.com

comitato2sicilie.roma@gmail.com


Benvenuta
brigante65 non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 06-02-2008, 19:36   #11
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L'avatar di moon dragone
 
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Messaggi: 131
nON HO ANCORA LETTO IL LIBRO.... MA MI SONO GIà EMOZIONATO.
moon dragone non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 06-02-2008, 20:00   #12
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L'avatar di Princ.Citeriore
 
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Località: Nvceria Constantia
Messaggi: 5.827
Il libro di Emanuela Rullo
dedicato a chi
non vende se stesso!

Quando un uomo si trova in estrema difficoltà, quello è il momento in cui cerca davvero se stesso. Ma cosa succede quando al posto di “un uomo” è un intero popolo ad essere in “estrema difficoltà”? E cosa succede quando al posto di “un uomo” è un donna che non si rassegna, che non si arrende?
Magari succede che scrive un libro che, come il libro di Emanuela Rullo, pur chiamandosi col nome delicato di “Il colibrì”, nasconde la forza del falco, la dignità dell’aquila, la rabbia di un popolo.

Ecco cos’è “Il colibrì”. La risposta che il nostro popolo cerca per uscire dalle difficoltà ed è questa: non ci sono altre risposte se non trovare noi stessi.
Hanno cercato di cancellare la memoria storica dei meridionali, hanno mistificato la storia del risorgimento, hanno censurato per 160 anni con il disprezzo e l’emarginazione chi raccontava cosa era successo davvero al nostro sud. Ma la forza di un popolo è anche la sua memoria genetica ed essa non ha bisogno di dati, di nomi, di battaglie o ideologie. Non tutte le “storie” si apprendono nelle scuole di regime: ci sono ancora i nonni, con le loro storie di paese vicino al fuoco di un camino; ci sono gli scritti di persone coraggiose che prima di noi non si sono arrese.

E oggi c’è anche questo libro, il primo di questa giovane autrice, che non spiega perché si emigra, non dice chi sono i colpevoli, non cita date, eventi, storie altrui, ma grida la “sua storia” che in pratica è la storia della sua terra e di quasi tutti quelli della sua generazione. Emanuela Rullo parla di chi, senza sapere perché, sente, “sa” intimamente e appassionatamente che ciò che è stato fatto e che si continua a fare al sud non è giusto e che non bisogna arrendersi a questa ingiustizia. Parla di chi sa che odiare le proprio origini e la propria patria è anormale, innaturale e non casuale, ma frutto di un piano preciso. Il piano preciso di chi ci vuole emigranti.

Emanuela Rullo ci dice che è falso pensare che emigrare significa “vivere meglio”, ci dice che è falso che “emigrare è un fatto naturale”. Ci dice che il nostro sud è dominato da falsi. Emanuela Rullo c’invita a lottare, c’invita a non rassegnarci, a non accendere con la nostra apatia e rassegnazione “un ipoteca su i nostri figli”. Emanuela ci dice che bisogna fare tutto il possibile, perché è necessario. E se fare il nostro dovere significa “essere straordinari”, allora bisogna essere persone straordinarie!
Con questo libro l’autrice trasmette forza e coraggio a chi vuole non arrendersi ad un Sud colonizzato e lo fa con la sua storia e con la “parabola” bellissima di un colibrì. Leggendo questo libro si ha la netta sensazione che il Sud possa ancora farcela, perché non tutti vogliono dimenticare d’essere se stessi e adeguarsi al ruolo di nuovi schiavi.

Questo libro ci dice che ci vogliono convincere che tutto può essere comprato con i soldi, ma anche che non ci dicono mai che i soldi a noi non ce li fanno e non ce li faranno mai fare, per cui lasciarci convincere serve solo a “farci comprare”.
Ecco cari amici, il libro d’Emanuela Rullo è questo: il libro di chi non vende se stesso.

Giulio Sciarrino

http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=401735
Princ.Citeriore non è collegato   Rispondi citando
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